Vie Cave di Pitigliano

LOCALITA VISITATE:

Cascata del Londini (GR), Via Cava dell’Annunziata (GR), Via Cava di San Giuseppe (GR), Necropoli di San Giuseppe (GR), Via Cava di Fratenuti (GR), Via Cava Madonna delle Grazie (GR), Via Cava di poggio Cani (GR).

Franco , che è da sempre incuriosito e attratto dalle antiche Vie Cave, ci ha fatto decidere  di inserirle nel programma delle nostre vacanze pasquali a Pitigliano. 

Iniziamo il trekking dirigendoci verso il cammino del Londini, ripristinato nel 2019. La prima bellezza naturale che notiamo è la cascatella detta del Procchio; seguendo il percorso abbiamo attraversato il fiume Lente, mediante un minuscolo ponte, arrivando al Mulino Nuovo o Rossi, situato in un contesto ambientale molto pregevole; da qui abbiamo fatto una puntata alle cascate del Londini; il salto dell’acqua, generato da paratoie artificiali, aveva lo scopo di far girare con più forza le pale e gli ingranaggi del mulino.

Dopo aver attraversato la SP46 abbiamo percorso la via cava dell’Annunziata, in discreta salita, ricca della tipica flora di questo habitat (licheni e felci). Il mistero di queste particolari vie ci ha affascinato, ciascuno di noi ha avanzato la propria idea circa la funzione e l’utilità delle stesse in epoca etrusca.

Le vie cave, stupefacenti e molto spettacolari, ancora oggi, rimangono avvolte nel mistero, gli studiosi hanno formulato varie ipotesi sulla reale funzione: canali per convogliare le acque piovane dai pianori alle valli, vie di comunicazione, passaggi strategici per contrastare i nemici, sentieri cerimoniali etc.

Percorrendo strade sterrate per evitare il traffico automobilistico, siamo arrivati alla fontana dell’Olmo sicuramente usata fin dai tempi antichi; l’ambiente particolare ci fa fare un tuffo nel passato.

Arrivati all’imbocco della Via Cava di San Giuseppe, che fa parte del tracciato dell’antica Via Clodia, abbiamo notato i canali laterali di deflusso delle acque, il canale centrale dove verosimilmente viaggiavano i pedoni e gli animali da soma, e i passaggi laterali delle ruote dei carri: In alcuni punti la strada è stata modificata con gradoni.

Lungo questa via ci siamo imbattuti in uno sperone di roccia crollato, che appoggiandosi alla parete opposta ha creato un tunnel, sulla cui sommità si trova l’edicola di San Giuseppe; Qui Franco, la nostra guida, ha avuto una gradita sorpresa, incontrando una sua conoscente che percorreva la stessa via con un altro gruppo di trekking.

Prima di uscire dalla via Cava, alla nostra destra abbiamo ammirato la necropoli di San Giuseppe. Per iniziare la via cava Fratenuti, la più lunga in assoluto circa 1,3 km, abbiamo attraversato il Torrente Meleta, passando su alcune pietre sistemate alla meglio che, per la loro instabilità, hanno fatto finire due di noi con i piedi in acqua.

Questa via, molto bella, non è eccessivamente profonda; sul tracciato vi è un’edicola della Madonna, nel punto in cui nel XV° sec. la vergine apparve ad alcuni viandanti. Arrivati alla strada di Naioli, ci siamo diretti verso la Chiesa della Madonna delle Grazie, per affrontare una delle più spettacolari Vie Cave ma difficile da affrontare, la via cava della Madonna delle Grazie, in quanto caratterizzata dalla notevole pendenza e dai gradoni resi scivolosi dal muschio che li ricopre.

Abbiamo, poi, riattraversato il torrente Meleta mediante un ponticello, per iniziare la risalita verso Pitigliano, percorrendo un tratto della Via Cava di Poggio Cani.

Su quest’ultima via cava è presente una particolare biforcazione ad Y, ai margini della quale vi sono numerosi locali, oggi adibiti a vari usi, che in origine erano tombe etrusche. Siamo entrati nel centro storico di Pitigliano dalla porta di Sovana, ammirando il magnifico e borgo e la sua Sinagoga.

Il pomeriggio lo abbiamo Trascorso alle cascatelle di Saturnia, gremite di bagnanti.

TipologiaTrekking
Livello di difficoltaO O O O O
Km12
Dislivello + m335
ByAntonella

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