Riserva naturale di Castelvecchio

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San Gimignano (SI), Botro di Castelvecchio (SI), Ruderi di Castelvecchio (SI), Riserva Naturale di Castelvecchio(SI), Pieve di Santa Maria Assunta a Cellole (SI), Santuario Maria SS. Madre della Divina Provv. a Pancole (SI), Villa del Monte (SI).

Il nostro tour comincia dalla Stazione FS di Certaldo, punto di ritrovo dei sette amici che hanno preso parte all’escursione. Abbiamo iniziato la nostra pedalata in due momenti diversi; prima i cinque che avevano optato per l’auto; dopo gli altri due che avevano scelto il treno, che è arrivato con oltre due ore di ritardo!.

La Riserva naturale di Castelvecchio, nessuno di noi l’aveva mai raggiunta. La traccia di Franco alla verifica dei fatti si à rivelata esatta. Usciti da Certaldo ci siamo diretti verso Badia a Elmi, dove abbiamo imboccato la strada San Benedetto, Dopo circa 11 km e vari tornati, siamo arrivati alla porta S. Giovanni di San Gimignano. Da qui una discesa con fondo sterrato compatto ci ha portati al limite della riserva di Castelvecchio.

Nei pressi di S. Donato, abbiamo affrontato un primo breve tratto tecnico, giungendo all’Agriturismo Il Caggio. Mediante la discesa successiva, molto tecnica, con il fondo disseminato di ciottoli e pietre smosse, siamo arrivati nel greto del torrente, detto il Botro di Castelvecchio. Nei periodi di secca, come nel nostro caso, si attraversa facilmente. Da qui comincia una salita, anch’essa su fondo tecnico, poi si devia su un single track, che ci fa giungere fino ad una catena (il luogo è proprietà privata), facilmente aggirabile.

I ruderi sono totalmente immersi nella fitta vegetazione , e in un silenzio totale quasi surreale, rotto solo dallo scorrere delle gomme sul terreno. Sono notevoli una torre quadrata e la Chiesa di S. Frediano, gli unici edifici, sebbene danneggiati dal tempo e dall’abbandono, giunti fino a noi. I ruderi sono pericolanti,  perciò  è sconsigliato avvicinarsi.

Sulla sterrata che dai ruderi porta alla provinciale del Cornocchio il gruppo si ricompone, essendo arrivati anche i due ritardatari! cinque km e siamo sull’asfalto. Breve sosta pranzo. Uno dei componenti del gruppo tira fuori dalla zaino delle fettuccine al sugo di cinghiale! Nonostante fossero rassegate, alcuni non disdegnano di assaggiarle!

La discesa successiva, lunga 9 km, su fondo sterrato compatto, divertente e veloce, anche se va percorsa con occhio sempre vigile, ci permette di godere di un panorama unico e spettacolare della Riserva Naturale con la sua  varietà di caldi colori invernali e di campi arati dal caratteristico colore marrone.

Ammiriamo anche, in primo piano, il magnifico e singolare skyline di S. Gimignano, che si staglia sullo sfondo di colline tipiche di questo territorio.

Poi tutto asfalto fino alla deviazione per il monastero di Cellole, dove arriviamo in breve tempo. La pieve che ci troviamo di fronte , tipicamente senese a tre navate, ha una facciata semplice e austera e  fa parte del complesso monastico, ora retto dalla regola di Bose.

Lasciamo questo luogo mistico per avviarci verso il Santuario di Pancole, dove arriviamo dopo circa  tre km.; successivamente pedaliamo ancora , per raggiungere Villa del Monte.  L’ultima discesa ci riporta in zona Badia a Elmi e poi al punto di partenza.

Giro molto interessante che tocca un gioello toscano, San Gimignano, e un territorio incontaminato e selvaggio qual è al riserva di Castelvecchio.

ByFranco, Aniello
Livelli di difficoltà Bici da StradaO O O O O
Livelli di difficoltà MTBO O O O O
Bicicletta ConsigliataMTB, E-MTB
Km 45
Dislivello +980

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